Mutui giovani al 100%, come funziona la nuova proposta del governo Draghi

Mutui giovani al 100%, come funziona la nuova proposta del governo Draghi - LV consulenze
Condvidi

Il governo Draghi sta pensando di rimettere mano ai sostegni finanziari per i giovani interessati ad acquistare la prima casa, rafforzando le misure già previste e, sostanzialmente, relative all’utilizzo del Fondo Gasparrini per l’ottenimento di una garanzia al 50%. Ma come funzionerà la nuova proposta dell’esecutivo?

Un maggior vantaggio per i giovani

Anche se per il momento non si hanno dettagli sulla proposta formulata dal governo, tutto lascia pensare che nel corso dei prossimi mesi potrebbe realizzarsi sul rifinanziamento del Fondo di garanzia per i mutui per acquisto e ristrutturazione prima casa, con la possibilità di consentire l’accesso ai giovani under 35 per l’ottenimento di un mutuo pari al 100% del valore dell’immobile.

Se così fosse, per i giovani si aprirebbero interessanti opportunità: non più la possibilità di ricorrere a un ordinario mutuo con loan-to-value fino all’80%, e il conseguente versamento di un anticipo di almeno il 20% con i fondi propri, ma la possibilità di finanziare l’acquisto della casa con fondi bancari al 100%. Spingendoci un po’ più in là, significa altresì che con l’attuale livello dei tassi di mercato, la rata del mutuo che il giovane si troverà a pagare potrebbe essere molto simile a un equivalente canone di affitto.

Come funzionerà la misura

Ad ogni modo, per il momento ci limitiamo all’area delle congetture. Manca infatti qualsiasi riferimento alle modalità di fruizione del nuovo intervento, con la conseguenza che occorrerà rinviare a tempi futuri un’analisi più specifica.

In ogni caso, pare che non sia da escludere che il supporto possa essere erogato direttamente dal già rammentato Fondo. In alternativa, lo Stato potrà farsi garante del mutuo al 100%, permettendo così alle banche di erogare l’intero valore dell’immobile. In ogni caso, la garanzia sembra essere diretta ai soli under 35 e non più, come invece avviene ora con il Fondo Gasparrini, ad una platea ben più ampia.

Per il resto, bisognerà pazientare. Non è infatti ben chiaro se oltre al requisito anagrafico dovranno concorrere anche altri requisiti che potrebbero allargare o restringere la platea dei potenziali beneficiari. Né è chiaro se l’intervento possa prevedere limiti più contenuti rispetto agli attuali, o più larghi, in relazione al valore dell’immobile (ad oggi la quota capitale dei mutui ipotecari agevolabili deve riferirsi a un controvalore non eccedente i 250 mila euro complessivi).

Per quanto poi concerne le dotazioni, due anni fa il decreto Crescita del governo Conte scelse di rifinanziare il fondo con 100 milioni di euro. Ma, si intende, le garanzie prestate erano al 50% del valore del mutuo. Ne consegue che per garantire il 100% del valore del mutuo per la stessa platea servirebbero almeno 200 milioni di euro, mentre per allargare la platea dei beneficiari servirà uno sforzo aggiuntivo (400 milioni di euro, in caso di raddoppio dei potenziali beneficiari).

Non ci resta dunque che attendere ancora qualche settimana, e capire in che modo verrà declinata questa interessante proposta di rilancio del settore immobiliare.

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